La valle dello Scrivia

A Castellania si conservano due torri quadrate medievali in frazione Sant’Aloiso. Si può poi visitare la Casa Museo di Fausto e Serse Coppi. A Paderna la parrocchiale di S. Giorgio ha la navata centrale paleocristiana e le laterali del XIII e XIV sec. Cassano Spinola annovera tra i suoi monumenti una serie di residenze signorili, di cui il cinquecentesco Palazzo Millelire è senz’altro il più interessante. Arquata si fa ricordare per la chiesa parrocchiale di S. Giacomo e S. Antonio rimaneggiata nel XVI secolo e per alcune case del Quattrocento di cui una (Casa Grafogliati) con decorazioni in cotto e i pozzi che un tempo rifornivano d’acqua il centro urbano e ora sono divenuti il simbolo della città.

Nel territorio di Serravalle Scrivia si trova l’area archeologica dell’antica Libarna mentre nel concentrico si può accedere agli oratori delle confraternite dei Bianchi e dei Rossi (dal colore delle mantelline) risalenti al primo Settecento. Da visitare, in città, le sale espositive di Villa Caffarena che ospitano una Collezione d’Arte Moderna e un’area didattico-museale di Libarna con reperti archeologici provenienti dalla città romana. Villalvernia ha un Castello e una parrocchiale dedicata all’Assunta di linee neoclassiche del 1846. A Carbonara Scrivia si può visitare il dongione, forma di castello abbastanza rara qui da noi. A Carezzano Maggiore c’è una chiesa, Sant’Eusebio, risalente al XVI secolo. In frazione Cuquello di Sardigliano si conserva un castello del XII sec. E ancora nel territorio dello stesso comune si trova la chiesa della Tragetta, conosciuta come santuario dell’Addolorata e risalente al 1799. A Gavazzana c’è la Casa Museo di don Sterpi, il devoto amico del Santo Luigi Orione e continuatore, durante la Seconda Guerra Mondiale, della sua Piccola Opera della Divina Provvidenza. A Sant’Agata Fossili merita una visita la chiesa parrocchiale per il bell’altare maggiore e gli stalli del coro.

Parco dello Scrivia

Oasi naturalistica di Isola Sant’Antonio

L’area di circa 88 ettari di particolare interesse naturalistico nasce da un progetto di riqualificazione naturalistica di una cava,  è gestita dall’Associazione Naturalistica Codibugnolo . La presenza di un osservatorio naturalistico per il birdwatching consente di ammirare le specie stanziali e di passo, presenti nell’area in base ai periodi e alle stagioni. L’area è inserita all’interno di una Zona di Protezione Speciale (ZPS, Direttiva comunitaria “Uccelli”), a valle di un Sito di Importanza Comunitaria (SIC, Direttiva comunitaria “Habitat”), affidati alla gestione del Parco del Po vercellese-alessandrino.

Val Curone, Grue, Ossona

A Volpedo oltre a poter visitare lo Studio Museo di Giuseppe Pellizza, c’è il bassorilievo del Comune e la pieve con affreschi del XV sec. Viguzzolo si propone con la splendida pieve romanica di S. Maria. A San Sebastiano Curone gli oratori delle confraternite valgono la visita: quello dei Bianchi è del 1671, quello dei Rossi del 1738. Gremiasco è famoso per il Castelliere di Guardamonte, un insediamento abitato nell’antichità tra l’VIII e il IV sec. a.C. Garbagna conserva ancora la torre quadrata del castello quattrocentesco ma propone una parrocchiale del 1702 con sculture lignee del Maragliano. La parrocchia di S. Maria Assunta di Fabbrica Curone è l’ampliamento del precedente edificio romanico – gotico. In frazione Morigliassi si può visitare il Museo della Cultura Contadina. S. Maria Assunta di Pontecurone è d’impianto romanico – gotico con il portale originale e numerosi affreschi quattrocenteschi. A Pozzol Groppo si segnala il castello dei Malaspina: massiccio con tre torri merlate e interni da vedere. Altri castelli sono quelli di Brignano Frascata (Castello Bruzzo del XIV sec.), quello di Montegioco che però non conserva nulla della primitiva struttura. Casalnoceto ha un singolare oratorio di S. Rocco ricavato da una torre del XIV sec. e un Museo delle Memorie del Passato. In frazione Rosano è da non perdere la chiesa di S. Maria: ora di forme seicentesche, ma molto più antica e con la cripta – sepolcreto della famiglia Spinola. Caratteristica curiosa della zona di Berzano di Tortona sembrano essere gli alberi ultracentenari. A Momperone la parrocchiale dei Santi Pietro e Vittore di epoca barocca conserva pregevoli altari marmorei mentre quella di Montacuto ha nel suo presbiterio un prezioso esempio di barocco piemontese.

Val Borbera e Valle Spinti

A Rocchetta Ligure c’è il Museo della Resistenza e della Vita Sociale, ma si possono ancora osservare resti delle fortificazioni (una porta) e visitare Palazzo Spinola, costruzione orginaria del 1620 che spesso ospita mostre d’arte e di storia locale. Suggestivi per ciò che possono evocare, sono i resti dell’abbazia di Precipiano (campanile e brani murari) a Vignole Borbera. Il Museo “A Carbuninn-a” di Carrega Ligure raccoglie attrezzi e arredi dell’alta Val Borbera, ma in paese vale una visita anche la parrocchiale di S. Giuliano risalente al XV sec. A Borghetto di Borbera c’è l’oratorio romanico di S. Michele che conserva antichi affreschi. Altrettanto affascinante la parrocchiale di S. Vittore che ha la stessa origine e custodisce alcune reliquie del santo titolare. Una passeggiata al colle Prà S. Martino porta al santuario della Madonna della Neve (1673). Cabella Ligure è sovrastata dal medievale castello dei Doria Spinola Pallavicino. Nel territorio di Stazzano si erge il santuario della Madonna del Monte Spineto. Altri edifici monumentali sono il castello cinquecentesco (rimaneggiato nell’800) e la coeva parrocchiale di S. Giorgio. Da non dimenticare il Museo Civico di Storia Naturale. A Grondona, infine, si possono ammirare affreschi del Quattrocento sia nella campestre chiesa dell’Annunziata (soffermarsi anche sul portale di scuola genovese) che nella parrocchiale dell’Assunta.

Parco Alta Val Borbera

L’area protetta regionale denominata “Parco naturale Alta Val Borbera” interessata dalla Rete Natura 2000, è gestita dall’Ente strumentale Aree protette dell’Appennino piemontese.

Una terra al limite: da un lato il Mar Ligure, dall’altro le colline del Gavi, intermezzo fra la pianura alessandrina e le montagne. Sul Monte Chiappo, la cima più alta, s’incontrano i confini di quattro regioni: Emilia, Liguria, Lombardia e, appunto, Piemonte. Già questo ne fa un luogo speciale. Un luogo di incontri: di culture, di correnti, di nature. Luogo di diversità: di bio-diversità. Anche per questo la Val Borbera era già compresa nel piano parchi della regione fin dagli anni ’70, individuato come Parco naturale delle Alte Valli Borbera e Curone.

Il parco rappresenta un continuum ecologico e territoriale con il Parco dell’Antola, in territorio ligure: 3.200 ettari nel Comune di Carrega Ligure (Alessandria), compresi fra quota 900 e 1.641 metri (la sommità del Monte Carmo) e altri 2 mila ettari individuati come area contigua dove sarà possibile la caccia, consentita solo ai residenti.

(da “Dei tesori della campagna in viaggio nel Monferrato e nella provincia di Alessandria” )