Angelo Barabino

Nato a Tortona il 1º gennaio 1883 (Milano, 5 novembre 1950) è una figura di spicco del Divisionismo insieme a Giuseppe Pellizza da Volpedo.

Nel 1910 partecipa alla Mostra Nazionale di Brera con il quadro La rapina che viene segnalato dalla critica per l’ardito soggetto e per la perizia di esecuzione divisionista e poi a Parigi nel 1912. Nell’opera di Barabino si incontrano istanze realistiche e simboliche applicate a temi non di rado orientati al sociale, sempre supportate da una qualità tecnica rimeditata su Pellizza con esiti del tutto originali.

Lo Studio dove il pittore ha abitato per oltre 35 anni e dove dipingeva le sue opere è in via Barabino 10 a Tortona e grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio da maggio 2019 è in parte fruibile alla città. Visitabile nel week end, su appuntamento, rimarranno aperti al pubblico in occasione di manifestazioni ed eventi.

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Matteo Bandello

Nato a Castelnuovo Scrivia nel 1485 (Agen 1561), vescovo cattolico, la sua fama è legata alle sue Novelle (le tre prime parti furono pubblicate nel 1554, la quarta nel 1573).  Apprezzate più oltralpe che in Italia, diedero la trama a molti drammi di Lope de Vega e ispirarono William Shakespeare che conobbe la traduzione francese delle novelle di Bandello, da cui trasse il soggetto per le commedie Molto rumore per nulla e La dodicesima notte. Anche la tragedia Romeo e Giulietta si ispirerebbe ad un testo di Bandello (la novella nona della Seconda parte), che aveva rielaborato il racconto del vicentino Luigi Da Porto, l’Istoria novellamente ritrovata di due nobili amanti, scritta nel 1524.

Il Centro Studi Matteo Bandello ha sede nel castello di Castelnuovo Scrivia e  vanta nomi noti della critica letteraria italiana.

Fausto Coppi

Il mito del ciclismo mondiale, nato a Castellania il 15 settembre 1919, a soli vent’anni sconosciuto debuttante, vinse nel giugno 1940 il suo primo giro d’Italia tra i professionisti. Da quel momento il “Campionissimo” inanellò una serie straordinaria di vittorie che lo portarono a percorrere una carriera che non venne mai uguagliata.  Le sue vittorie, su seicento gare disputate, toccarono quota 210: tra queste 5 Giri d’Italia, 2 Giri di Francia, 2 Campionati del Mondo ad inseguimento, 1 Campionato Italiano ad inseguimento, 4 Campionati italiani su strada.  Tutte le strade che collegano i paesi della valle tracciata dal torrente Ossona, sono state la prima naturale palestra che vide nascere il mito di Fausto Coppi.

Casa Museo Fausto Coppi

A Castellania è la casa natale di Fausto e Serse Coppi ,museo dedicato all’aspetto più intimo e riservato di Fausto Coppi.

Museo dei Campionissimi

Il museo, inaugurato nel 2003, è il tributo della città di Novi Ligure ai suoi campioni e al ciclismo. Qui era nato il primo Campionissimo, Costante Giradengo, classe 1893, e qui ebbe la sua maturazione agonistica Fausto Coppi.

Museo Alessandria Città delle Biciclette (ACdB)

Un omaggio al ruolo primario che la città e la provincia di Alessandria hanno saputo svolgere per un lungo cinquantennio, nell’età eroica del ciclismo.

Felice Giani

Nacque a San Sebastiano nel 1758. Iniziò gli studi a Pavia e li proseguì a Bologna. Prestò la sua opera, ricca di talento e fantasia, in Romagna, Roma e Parigi, affermandosi soprattutto nella decorazione a tempera di importanti dimore nobiliari. I numerosi impegni di lavoro lo portarono per una decina d’anni a Faenza, centro della fiorente civiltà neoclassica romagnola.

L’arrivo di Napoleone in Romagna, trascinò Felice Giani a Parigi, dove pose mano alla decorazione delle Tuilleries. In seguito eseguì decorazioni presso il Palazzo Reale a Venezia. Morì a Roma nel 1823. Nella sua pittura attuò il recupero della classicità con un plastico dinamismo, con una forza di stile che gli permisero di superare la maniera neoclassica anticipando in qualche misura la sensibilità romantica. Molti ormai lo considerano come il più valido artista italiano del periodo Neoclassico attribuendogli così un dovuto alto riconoscimento.

Piero Leddi

Nato a San Sebastiano e attivo a Milano dagli anni Cinquanta, Leddi ha mantenuto profondi legami con l’ambiente d’origine. La sua pittura ha affrontato temi come le migrazioni e la perdita dei mestieri arcaici, il declino del mondo contadino e il rapporto contraddittorio con la dimensione urbana. Attraverso la costante sperimentazione di tecniche e di linguaggi, essa è arrivata a diverse migliaia di pezzi, collocati in alcune sedi prestigiose e in una vasta rete di collezionisti privati.

Alle prime mostre personali del 1953 e del 1958, ne sono seguite circa cento. Circa centocinquanta le collettive nelle quali si registra la sua partecipazione. Figura simbolo Fausto Coppi, eroe di un’epopea contadina, protagonista di numerose opere esposte tra l’altro in una mostra alla Galleria La Nuova Pesa di Roma nel 1966. Accanto alla vasta serie di disegni e di lavori su tela, costante è l’impegno dell’autore nella produzione grafica, come è testimoniato dal catalogo Piero Leddi Opera incisa 1956-2002, pubblicato nel 2003.

Archivio Pietro Leddi

L’Associazione Archivio Pietro Leddi, con recapito presso lo studio di Milano, ha una sede permanente a San Sebastiano Curone. L’Associazione sta realizzando la catalogazione della produzione dell’artista e dell’insieme delle sue collezioni e materiali.

Giuseppe Pellizza

Nato a Volpedo nel 1868 e qui vi morì, non ancora quarantenne, nel 1907. E’ stato la più sincera gloria della sua terra d’origine alla quale ha voluto legare, e tramandare in maniera indissolubile, il proprio nome. Fu un fervente assertore della tecnica divisionista, insieme a Segantini e Morbelli, come mezzo di maggiore approfondimento della realtà naturale. A Torino, nel 1900, viene presentato il “Quarto Stato”, con la marcia dei lavoratori verso un avvenire di progresso. Il dipinto, considerato a suo tempo il quadro socialista più avanzato, era in realtà non tanto l’opera ispirata alle lotte operaie, ma a quelle dei contadini poveri dalle cui radici Pellizza proveniva. Volpedo rimase nel cuore nell’artista per tutta la sua gioventù, come dimostrano le sue opere più belle ispirate proprio al suo paese.

Museo didattico, Studio del Pittore e Itinerari sui luoghi pellizziani

A Volpedo, grazie l’impegno dell’Associazione Pellizza da Volpedo, è possibile seguire un itinerario tra arte e paesaggio sui luoghi pellizziani.
Si parte dallo Studio che era per l’artista luogo di lavoro ma anche  di incontro con gli amici, un contenitore prezioso delle memorie di Pellizza.

Il Divisionismo Pinacoteca – Fondazione C.R. Tortona

“Il Divisionismo” è uno spazio museale che si propone di documentare l’arte italiana tra Ottocento e Novecento attraverso la varietà e l’originalità dei linguaggi pittorici utilizzati non solo dai grandi maestri divisionisti, ma da personaggi che hanno dato voce a culture per così dire periferiche per lungo tempo sottovalutate.

Lorenzo Perosi

Compositore, musicista e direttore della Cappella Sistina, eseguito in tutto il mondo ma non ancora pienamente valorizzato, Perosi si è ispirato al gregoriano, alla tradizione polifonica ed alla musica barocca, ed è stato eseguito in Italia e all’estero da direttori ed esecutori di fama internazionale quali Arturo Toscanini. Si tratta di un autore che, negli anni cinquanta, sapeva radunare attorno a sé migliaia di appassionati, nella sua città di origine come nelle più importanti basiliche romane. Nacque a Tortona il 21 dicembre 1872. La sua produzione musicale è, in massima parte, inedita ed è conservata presso la Biblioteca Apostolica Vaticana.

Perosi Festival

A Tortona dal 2018 primo festival italiano dedicato al maestro Lorenzo Perosi. Un cartellone ricco di eventi musicali, attività educative, momenti di festa della musica. Evento nato dal protocollo d’intesa tra Diocesi, Comune di Tortona, Fondazione CRTortona, Famiglia Orionina, Pro Julia Derthona in collaborazione con l’associazione Amici della Musica.

San Luigi Orione

Santificato da papa San Giovanni Paolo II il 16 maggio 2004, nacque a Pontecurone nel 1871. Sul finire dell’Ottocento, il giovane Luigi Orione entrò nel seminario di Tortona; nel 1903 l’istituto da lui fondato, la Piccola Opera della Divina Provvidenza, riceverà l’approvazione del vescovo diocesano, Igino Bandi. L’istituzione in breve tempo si allargò in gran parte dell’Italia, specialmente in Sicilia, in Calabria, a Roma e nel Veneto. Si sviluppò in Sud America, in Polonia, a Rodi e in Palestina, nel Nord America e in Inghilterra.  Il beato Orione è sepolto nel Santuario della Madonna della Guardia di Tortona, la chiesa da lui fermamente voluta quale centro spirituale della sua opera. A distanza di sessant’anni dalla sua scomparsa, il suo ricordo è ancora vivo tra la gente del tortonese; le sue opere sono la tangibile testimonianza di una vita passata al servizio dei poveri, degli umili, dei diseredati.

Peppino Sarina

Peppino Sarina un grande burattinaio di origine lodigiana (Broni 1884 – Tortona 1978), ultimo erede di una dinastia di artisti popolari attivi fin dalla metà dell’800. Nel corso della prima metà del ‘900 i Sarina rappresentarono – in un’ampia zona compresa tra il Tortonese e l’Oltrepo pavese – uno sterminato repertorio di tradizione, comprendente riduzioni dell’epica cavalleresca carolingia divise in lunghi cicli. Peppino Sarina viene considerato uno dei maggiori interpreti del teatro di figura della tradizione italiana.

Atelier Sarina è il Museo permanente sul teatro di figura e sul burattinaio Peppino Sarina e la sua Famiglia è situato a Tortona, in Palazzo Guidobono.